
L’arte del Kintsugi risale alla fine del 15° secolo, e nacque, secondo la leggenda, da un tentativo mal riuscito di riparazione di una ceramica: lo shogun Ashikaga Yoshimasa aveva mandato in Cina una ciotola da tè danneggiata, la sua preferita, per la farla aggiustare. Riparata con antiestetici punti metallici, fu poi nuovamente risistemata da artigiani giapponesi, che inventarono il kintsugi, un’arte poi talmente apprezzata che indusse, pare, alcuni collezionisti a rompere di proposito delle ceramiche di valore, per poterle “personalizzare” con crepe d’oro.
Il Kintsugi si avvale di tre tecniche: mentre gli oggetti vengono sempre riparati con lacca mescolata a polvere d’oro (o argento o platino), i cocci possono essere semplicemente ricongiunti nella loro posizione, oppure si possono utilizzare pezzi di forma simile appartenenti a un altro oggetto. Quando invece nessun frammento adatto è disponibile, la parte mancante viene interamente sostituita da un pezzo di oro e lacca


